giovedì 26 giugno 2008

Michele Fusaro & friends in Messanger


magellano13@hotmail.com scrive:

cioa fra..
magellano13@hotmail.com scrive:
cm xea?
magellano13@hotmail.com scrive:
ma cn qnt t sei lauraeto tu
magellano13@hotmail.com scrive:
?
magellano13@hotmail.com scrive:
xk io ho una medi adel cazo..
magellano13@hotmail.com scrive:
nn ke m dilani sta cs
magellano13@hotmail.com scrive:
ma pensavo mejo
magellano13@hotmail.com scrive:
dove sei andato a far rilegare la super tesina?
magellano13@hotmail.com scrive:
invece qll x al segreteria eran fogli sparsi?
magellano13@hotmail.com scrive:
io ho gi asta cazzo d tesi
magellano13@hotmail.com scrive:
ma nn m capisco sulle baggianate
magellano13@hotmail.com scrive:
...
magellano13@hotmail.com scrive:
ho troppa voja d nn finire
magellano13@hotmail.com scrive:
scusa d finire
magellano13@hotmail.com scrive:
ho troppa paura d nn passare lesame qua a giugno il 10
magellano13@hotmail.com scrive:
merda!

magellano13@hotmail.com scrive:
ke cojoni..


















mercoledì 25 giugno 2008

Primo giorno d'estate



Mi alzo alle 6.15, rincoglionito dalle birre baffute della serata. Mi lavo, bevo un caffè senza neppure aprire gli occhi e vado a prendere Michele Fusaro a Mason City, Iowa. Dobbiamo dare l' esame di " Storia della rapa nel periodo moderno " alle 9. Arriviamo a Miami, Florida, ci sediamo nell' aula e dopo 5 min consegnamo. Aspettiamo un pò e ritorniamo.

Ore 12.45. Pranzo a casa coi miei, guardo un pò di tv e cerco di dormire senza successo Ore 15.45. Vado a lavorare. Al ristorante "Jambè" di Tucson, Arizona, c'è un importante (?) matrimonio. Siamo io, Attila ed E' Un Genio. Un inferno di caldo e disorganizzazione, uniche note positive sono la civiltà degli invitati (incredibile!) e dei tortelli che ho mangiato di straforo. Verso la fine trovo il Piccolo. Mi vede stravolto e mi incita a stravolgermi ancor di più. Trova terreno fertile devo dire! Intanto rubo due birre, ce le beviamo imboscati e ci fumiam pure due sigarette. Alla faccia di Jean Alesi. Alle 2 stacchiamo. Per il dopo lavoro ci son il Piccolo, l' Abominevole Cicciona e la Tetta. Si monta in macchina mia, che come qualcuno di voi sa non è molto capiente. Vabbè, amen. Cerchiamo un posto dove bere e mentre giriam a vuoto il Piccolo si da alla psicotropia. Troviamo un abusivo, prendiam qualche bottiglia e fumiamo. Gli occhi miei e della Tetta mostrano segni di cedimento dopo 2,5 secondi. Il Piccolo parla di boxe e di hip-hop ma in realtà non gli dò molto ascolto, mi limito ad annuire ad intervalli regolari. L' Abominevole Cicciona dichiara di volersi giocare una carta alcol con me. Rabbrividisco nonostante il caldo e decido che non berrò più per stanotte. Allora l' Abominevole cerca di costringermi a trincare, raccolgo le forze e le dico "Basta! Non mi rompere i coglioni, se non voglio non voglio!". Non mi rompe più i coglioni, pericolo scampato. La Tetta nel frattempo ride come una matta.
Ore 4.15. Decidiamo di tornare al ristorante "Jambè" per una session psicotropica sul laghetto. Poi io e la Tetta ci togliamo scarpe e calzini e entriamo nell'acqua fino alle ginocchia mentre inizia ad albeggiare. Sensazione ottima!
Arriva la vigilanza, ci nascondiamo mentre girano attorno alla mia macchina. Poi se ne vanno. Farfugliamo qualcosa fino alle 5.15. La Tetta (purtroppo) e l' Abominevole Cicciona (finalmente!) se ne vanno. Mentre accompagno a casa il Piccolo inventiamo un rap in dialetto texano e ridiamo e ridiamo e ridiamo fino alle lacrime.
Ritorno da solo verso Chattanooga, Tennesee. I "The Cinematic Orchestra" mi fan da sottofondo ed è un momento veramente felice. Son leggero leggero. Ore 6.10. Arrivo a casa. Son ormai 24 ore che son in piedi, decido di fare un after e accendo la tv. Becco " I ragazzi della 3 C " e me lo guardo fino alle 7 passate. Poi crollo.

giovedì 19 giugno 2008

domenica 15 giugno 2008

Il " Biscotto "


Ma vincerle prima le partite no?????












Enrico Varriale imperat



sabato 7 giugno 2008

Manuelito


In tenera età mi affascinava molto la materia "scienze". Odiavo la maestra però, era vecchia e cattiva e puzzava di sudore. Mi piaceva molto conoscere la natura, i metalli, gli animali e tutto il resto. Non sapevo se da grande avrei fatto lo scienziato o il calciatore.
Ricordo che un giorno ci spiegò i minerali e ci disse che la cosa più dura in natura è il diamante.
Un mio compagno chiese di cosa e come sono fatti i diamanti.
La maestra rispose che non era altro che carbone pressato per molto tempo che si cristallizzava.
" Perfetto! " mi dissi! " Diventerò ricco! "
Avevo 8 anni e non avevo neancora iniziato a fumare, ma nonostante fossi lucido questa idea balzana mi travolse.
Trovai un barattolo di vetro della marmellata, presi della carbonella e la premetti con tutta la forza che avevo, ne aggiunsi ancora e avvitai il tappo in modo che facesse pressione.
" E' fatta! Sono un genio! Eh eh! "
Nei giorni seguenti e per tutta quella primavera andai a scuola pieno di felicità, con gli altri mi comportavo con l'arroganza del vincente ma non dissi mai a nessuno il mio piano. Di li ad un anno avrei avuto dei diamanti, non potevo rischiare che rubassero il mio colpo di genio!
Perfino la vecchia maestra mi stava più simpatica, era un pò merito suo se avevo avuto l'idea. Mi promisi di darle un diamante in futuro ma non dissi nulla neppure a lei.
Fini la scuola e arrivò l'estate. Ero sempre al campetto coi ragazzi e per un pò dimenticai il vaso. Fu un' estate fantastica, una delle migliori che ricordi. Scoprivo il mondo e mi accorsi, vedendo per caso la madre di un mio amichetto che si faceva la doccia, che le donne avevano strani peli in mezzo alle gambe...Non ci feci troppo caso però, il pallone e le capanne sugli alberi eran molto più divertenti.
Poi venne l'autunno, la nebbia e il ritorno alla scuola. E l'inverno, un inverno molto freddo, il più rigido degli ultimi anni. Non uscivo mai e passavo molto tempo a fissare il barattolo e a fantasticare su come avrei speso i miei soldi...una minimoto, 7 palloni da calcio e una stanza piena di giochi, tutti quelli che si potevano immaginare! Ah, che genio che ero! E mancavano solo pochi mesi!
Rivenne primavera e oramai ero in trepidazione. Ero una molla, nervosissimo per l'attesa ma felice come non mai.
Poi venne il giorno.
Aprii il vaso e....cazzo, c'era solo carbone! Nient'altro che carbone!
Delusione colossale! Con tutta la forza dei miei sogni infranti maledissi la maestra, quella vecchiaccia mi aveva imbrogliato! Stronza!
I miei voti in scienze calarono vertiginosamente, non me ne importava più ormai, mi sentivo sconfitto ed era una sconfitta troppo grande per un bimbo di 9 anni.
Decisi quindi che da grande avrei fatto il calciatore.