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lunedì 14 dicembre 2009

Just a perfect day


Solo due righe per ricordare una giornata pressochè perfetta:

- sveglia alle 11, coffee & cigarette


- pranzo con carbonara et scaloppine ai funghi


- il Chievo vince

- il Milan perde in casa


- cena a base di kebab

- al comizio il premier parla. Ma c'è anche chi Tartaglia


- un buon film in ottima compagnia

- si fa all'amore


- musica brazileira alla radio sulla via del ritorno


- nanna con il sorriso


Che chiedere di più?




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lunedì 9 novembre 2009

Il settimanario - 01

...ovvero una sorta di classifica disomogenea della cose più significative dell'ultima settimana o giù di li. A mio insindacabile (tanto chi perderebbe tempo a sindacarlo?) giudizio.


3° posto: Il curry rice made in Von Manten.



Dopo mesi di ricerche e tentativi disastrosi ce l'ho fatta. Il piatto preferito nel paese del Sol Levante ora si può gustare anche a casa mia, qui a Chattanooga, Tennessee.



2° posto: Johnny Ace - "Pledging my love".






Colonna sonora di un film cattivissimo (infatti il titolo è "Il Cattivo Tenente") eppure canzone romanticissima al limite del melenso. Merita perchè fu un successo postumo: Johnny Ace morì prima che uscisse il disco. Di cosa? Di roulette russa. Ciò lo rende un personaggio che spacca. Indubbiamente.



1° posto: Il Marocchino Nano.


Il Marocchino Nano (vedi foto sopra)...un piccolo grande. Venducchia fumo agli adolescenti, lo sfrattano dalla sua baracca ma lui non demorde. Suscita stupore in quanto di notte porta in giro carrelli della spesa con sopra rete e materasso. Suscita stupore soprattutto il fatto che ad un occhio non attento possa sembrare di vedere un carrello che va avanti da solo. Esprime il suo dissenso con "vaffanculo" sbiascicati al termine di ogni frase ed è un noto sostenitore del crocifisso in aula e del Maalox. Un vip ormai, credo lo voterò alle prossime elezioni.



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martedì 21 aprile 2009

Serate preoccupanti

Ore 22.45. Stiamo cucinando dei folpi (polipi per chi non è texano) e interviene Guerlain, il nostro compare d' appartamento guascone. "Andiamo a bere una birra?" Domanda funesta. Ma va bene si va.
Destinazione Roppongi. Vi risparmio racconti sugli afro-americani (ma diciam pure negracci và) che tentano di farti entrare in strip-clubs. E pure i racconti sui primi quatro posti visitati (nonostante la presenza di indigene carine e ormai agganciate). Comunque.
Al quinto club mi ritrovo messo cosi :


Insomma, al quinto locale si trovano due tipe esteggianti. Avendo una discreta dose di ormoni (io e il sig. Guerlain, Michele Fusaro no causa matrimonio impellente) si prova a ballare. O meglio, ci si lascia ballare, o qualcosa di simile. E in breve mi trovo come sopra. Segue "tragica foto ricordo della serata"



Notare l' espressione sobria. E il look delle suddette tipe. (tralatro lo so, tipa sulla destra mooolto meglio. Ma dopo svariati scoteces non importa).

Ora please guardate il suddetto video :




Ecco. Un' analogia. Guerlain (il Calboni della situazione) aveva tastato la situazione. E le ragasse gettarono la maschera. 15000 yen (117.37 pleuri al cambio attuale).
Ecco. Non conscio della situazione parlo. E parlo. E, sbronzo come pochi, parlo ancora.
La provvidenza fece che le due tipe fossero del mestiere ma in serata libera. E pure il Calboni della situazione rinunciò (anche se, ad onor del vero, la tizia più gnocca delle due mi ha dato il numero. Ma era Calboni quello che doveva concludere e così gliel'ho ceduto. Buon per lui?).
Ecco. Michele Fusaro fuggì all'inizio dell' ambaradan. Io restai, non a torso nudo fortunatamente (per chi mi vedeva), fino alla fine. Vidi il letto alle 10 di mattina.
Che altro dire? Alla fine me la son cavata bene come costo della serata, quindi se venite in Tokyo fatelo pure voi. Da morir dal ridere. Soprattutto per chi è stato così fortunato da vedere dei coglioni farneticanti a petto nudo in una disco.

P.S. Non ho azzeccato manco un tempo verbale. Ma mentre scrivo sono un pò alterato. Olè.


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domenica 15 marzo 2009

Tokyo-iti...ovvero iti a Tokyo


I due copains d' abord alla partenza. Viaggio con compagnia aerea vikinga (hostess bionde, risotto con spinaci e falafel). Rubiamo anche la copertina e la bustina beauty-case. Bisogna farsi riconoscere in qualche modo quando si è in giro per il mondo.

Inizio d' avventura lievemente traumatico ma siamo soddisfatti anche se sono pazzi, in macchina vanno tutti contromano (ahahah). L' impatto con la metro non è dei migliori ma grazie ad un tizio pieno di tic e un impiegato sbronzone (che ci regala pure dei dolcetti) riusciamo a venirne fuori e capirne qualcosa. Per il momento nient' altro da segnalare..


a parte questo splendido esemplare di Fidelis Andria 20 Cv !

martedì 3 febbraio 2009

All' improvviso l' incoscienza


P.S. Trovate il mio intervento su L' Arte del Nastrone Vol. 2 . Sappiate che è figlio di una bottigliazza e mezza di novello.

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giovedì 8 gennaio 2009

Occasioni perse...ebbene si comincia mica troppo bene



Le occasioni d'oro non capitano spesso, anzi quasi mai. Nella vita come nel calcio, che della vita è metafora pressochè completa. La mia ultima occasione d'oro persa è stata lunedi. Lasciam perdere che forse non è stata tutta colpa mia, tanto alla fine non cambia nulla. Fatto sta che ieri, parlando con Mike Fusaro & moglie, scopro di aver (o non aver?) fatto l'ennesima coglionata con l'altro sesso.. Nulla di grave, beninteso, ma abbastanza da farmi prendere una bella sbronza solitaria e tirare due-tre mila porkys. E stamani mi alzo alle 7, non riesco più a pigliar sonno, per i conati di stomaco ma soprattutto per il rimuginare. Accendo il PC. Scrivo su Google: " persa un occasione d oro perchè sono coglione " E trovo questo, che copio-incollo pari pari:

[Se me lo raccontassero farei fatica a crederci. Davvero. Sono cose che uno crede che non succedano. Eppure. Eppure se il protagonista della vicenda sono io accadono. O meglio: quello incredibile sono io. Allora, la questione è semplice. Sabato mi sono trovato una tetta in mano. Specifichiamo: una tetta con attaccata una persona. E nel suo piccolo una bella tetta, a dire il vero niente affatto piccola. E anche la persona non era male. Ma io ho detto no grazie. Capite? No grazie! Sono due giorni che prendo a testate il muro. Metaforicamente, ma una capocciata vera ce l'ho data, come promemoria. Quindi ho anche un bernoccolo. Vi starete domandando come mi è capitata in mano una tetta e soprattutto perchè ho detto quello che ho detto (e non pensate subito male: non ero in uno strip club). Sabato sera. Si esce io e i soliti amici. Pochi invero. Destinazione Lago Michigan. Un amico di amici è particolarmente spigliato (nonchè brutto, ma non si dice). Combina chissàcome un piacevole rande-vouz con fauna femminile. Il mio tasso alcolico era preoccupante. E infatti sono stato simpatico. Finisce che si inizia a parlare con questa fanciulla in un romantico tete-a-tete nel parchetto del paese lacustre. Non era male, almeno mi pare. Ebbene, ebbro e ingrifato ci provo. Ed ella ci sta. La bacio. Le frugo nella maglietta. Trovo delle gradevoli sorprese. E tutto ciò nell'arco di pochi istanti. Lei mi sussurra "perchè non prendiamo la tua macchina e non andiamo in un posto un po' più tranquillo?". In quel momento realizzo che la mia auto era a 30 chilometri da lì ed ero venuto insieme agli altri. Mi prende una sorta di stupido imbarazzo di essere appiedato. Mi vergognavo a chiedere aiuto ai miei amici, come se conquistare una ubriaca sia un delitto piuttosto che un vanto. Non sapevo come risolvere la questione. Non mi sentivo nemmeno granchè bene. E insomma me ne esco con la frase dell'anno. No grazie. Lei ci rimane per due secondi. Poi stizzita gira i tacchi e se ne va. Io mi collasso su una panchina a tirarmi paranoie fino a quando vengono a recuperarmi. Mi hanno riferito che la tipa tornata in compagnia ha preso da parte un paio di amiche probabilmente per riferire l'accaduto. La mia seppur fervida immaginazione non riesce a figurarsi cosa ella possa avere detto di me. Rabbrividisco soltanto. Fatto sta che tutti gli altri sono stati invitati ad una festa con queste tipe, e io no. E so anche per certo, ormai ne ho le prove, che sono un coglione. La volta che mi capita un'occasione... Lei non me la ricordo (dicono fosse abbastanza carina), ma le pere me le ricordo. Lo sapete vero che una occasione persa vale sette anni di chiavate perse? Che disastro!]

La mia ultima "disavventura" non sto neanche a raccontarla. Sappiate solo che non ci son stati nè baci nè zinne nè frasi eclatanti. Però il testo che ho copiato è scritto come io non saprei mai fare ed è simile ad una mitica occasione persa quando avevo 17 anni. Quindi l'ho rubato. Spero che l'autore non me ne voglia.
Ecco, quest' uomo è un grande compagno di sventura. Non so chi sia, cosa faccia ecc. ma un pò gli voglio anche bene. Mal comune mezzo gaudio. E alla fine penso che nel paese dei "coglioni" almeno son in buona compagnia.

martedì 23 dicembre 2008

Natale è un pò un periodo di merda ma...

..Sono ricco! Il mio "stakanovismo"al ristorante "Jambè" di Tucson, Arizona mi sta fruttando qualche soldino, finalmente non sono più in bolletta! Olè!
E soprattutto sono stato ingaggiato come numero 10 della squadra più scassata della lega di calcetto.
Prospettive rosee insomma.
Che il potere di Crippa sia con voi!!



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lunedì 1 dicembre 2008

Gli unici contenti in questi casi sono i giappi


Persa un' occasione d'oro per stare a letto...va in mona và

venerdì 28 novembre 2008

Gran bei tempi ( Starlight Mints - " Popsicle" )

Un pomeriggio dal dott. Fusaro con la moto e il winamp...Che tempi!

venerdì 24 ottobre 2008

Ogni volta che mi sbronzo ( poesia ignorante )


Ogni volta che mi sbronzo
Il mattino è un pugno in faccia

Il vocione di mio padre è un tuono

La finestra che si apre una saetta

E il cesso un rifugio
Dove rendere l'anima

Non riesco a non pensare

A rum, long island e vino e birra

Conati e biochetasi
Acqua che corre.

E testa nel lavandino.
Il gatto vuole cibo ed io

Quasi cado poi

Vomito, cago, mi pettino
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Son già pronto

Per la prossima


sabato 11 ottobre 2008

Diaframma live in Thermopolis, Wyoming 10-10-2008


Si era un pò dubbiosi sui Diaframma (o meglio, su Fiumani e altri due tizi non importanti). Temevamo molte canzoni di album nuovi e quindi ci si è muniti di gran birrame come valvola di sfogo. Fiumani lo si vede sul tardi, dopo una band locale un pò penosa, due canzoni di Alessandro Grazian e svariati rabosi.
Suonano "Caldo", "Amsterdam", "Siberia", "Boxe", "Delorenzo" e molte altre canzoni che conosco, sono veramente soddisfatto. Michele Fusaro ed io si riflette, è più triste uno che va a riproporre i propri vecchi successi in paesini sperduti o uno che sforna album nuovi tutti uguali e fa il pieno a san siro? Decidiamo che è più triste Vasco. E andiamo a prendere altre tre ombre.
Non mi capacito ancora di come faccia la mia maglia a non essere macchiata dopo che c'è caduto sopra un bicchiere di rosso. Già che ci sono ordino altre due ombre.
Guardiamo un pò le bariste carine, rifletto sulla mia condizione e sul fatto che sono nella stessa situazione di Zeno Cosini ma non ricordo se a lui è andata bene o no. Deliro per un pò, gli altri due mi deridono ed han ragione e ridiamo di me e di un leso e "Labbra blu" in sottofondo non c'entra niente ma va bene uguale.
Insomma, concerto positivo. Alcol giusto (medio-alto), solite figure di merda con ragazze, buona musica e grandi pirlate.

martedì 23 settembre 2008

Fùtbol

Stasera match di calcetto. Colgo l' occasione per fare il serio ( ieri sera serata moolto demenziale, bisogna ripigliarsi un pò ) e postare parte di un racconto di Osvaldo Soriano, una gran bella pagina di fùtbol.


“Arìstides Reynoso era un personaggio del calcio a Valle del Rio Negro ed entrò nel Platense che era ancora un ragazzino, nel cinquantadue, mentre Elvis faceva la sua apparizione sulle copertine dei dischi ed Evita moriva. In campo, Arìstides prendeva la palla e cominciava a fischiare. Fischiava canzoni contadine, cuecas cilene e qualche vidalita della sua terra natale. Dietro quella musica, certo, nascondeva una storia inconfessabile.

Ho ricordato il suo incedere stanco durante una partita, nell’istante in cui el Gallego Gonzalez, con i suoi trentatre anni sulle spalle, segnò verso lo scadere del tempo il goal della vittoria del San Lorenzo. Poche ore prima aveva perduto il padre. In modo lento e doloroso, lo stava perdendo da quasi due anni, e sua madre passava quasi tutto il giorno all’ospedale. Nel corso della sua vita in campo, el Gallego aveva segnato centocinque goal in non so quanti club e allora, a quell’età, aspettava una nuova occasione sulla panchina delle riserve. Veira lo fece entrare negli ultimi venti minuti ed ecco lì el Gallego, che non aveva dormito ed era arrivato poco prima dalla camera ardente, prendere di testa il primo passaggio decente che gli avevano fatto.

Sono così le storie del calcio: risate e pianti, pene ed esaltazioni. Gonzalez corse con le braccia sollevate in alto per salutare la memoria del padre. Aveva le lacrime agli occhi e i suoi compagni piangevano con lui. Di quella pasta sono fatti i goleador. Fantasmi che vengono fuori da un posto qualunque. Arìstides Reynoso è stato uno di loro e io, che ho giocato con lui quando avevo diciassette anni, l’ammiravo così tanto che gli davo del lei, imitavo il suo modo di portare i calzoncini sotto la vita e i calzettoni legati con un nastro scarlatto. A volte quando perdevo un contrasto con il portiere, mi veniva vicino e mi spettinava con le sue zampe da formichiere. Un giorno mi invitò in un bar per parlare, vicino alla fermata dei pullman, e mi raccontò che anche lui, da piccolo, avrebbe voluto affacciarsi alla finestra, ma trovava soltanto una persiana chiusa. – Ma se uno impara a guardare, attraverso la fessura vede la luce, ragazzo, - mi disse. – Falla passare di là, come passano le farfalle”.


(Tratto da "Arìstides Reynoso" di Osvaldo Soriano)

martedì 16 settembre 2008

Pavement - Cut your hair



Ora che ho i capelli corti sistemerò questa insicurezza nei rapporti (cit. Bugo).


venerdì 12 settembre 2008

Panic in the streets of London, panic in the streets of Birmingham

Sabato, domenica e lunedi. Ore di lavoro 34, ore di sonno 7. Blasfemia da scomunica.
Martedi e mercoledi a Lafayette, Mississippi, ospite di Stefa ( grazie ancora! ). Saluti al Giovane Vivian, Kellerange e El Ciopa. E ora un pò di vips che ho incontrato :

- Cip
- La Nacari
- Marino ( vicino alla Nevia )
- Lu Cagarolla
- Wower
- Gnore
- Tune
- Una foto di Berton appesa in un bar


Al mio ritorno ho trovato il mio gatto in questa posizione. Mi sa che è diventato scemo. Pure lui.



P.S. Un saluto a Arte del Nastrone Vol. 2 che ha pubblicato il mio intervento. Dateci un' occhiata!
P.P.S. Lo so che è un post bruttissimo ma oggi non si riesce a fare di meglio.

venerdì 8 agosto 2008

Il troppo caldo causa strani fenomeni



Infatti a pranzo mi son trovato davanti a mio padre che cantava " You're the one that I want " di Olivia Newton John. Naturalmente cantava in un inglese tipo " Uacciu uaru uari" ma con annessi Uh-Uh-Uh.

( Sono sempre più d'accordo con Bruno Martino.)


martedì 29 luglio 2008

venerdì 25 luglio 2008